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sabato 12 giugno 2010

RIFLETTERE

Vi dibattete con fatica immane, vi disperate, vi consumate la vita, per acchiappare ombre. Avete degli 'eroi' che per far soldi ed essere 'divi' vi incoraggiano a continuare. Dovreste odiarli, ma li amate.
Berlusconi? E dov'è il problema?
La Camorra? E dov'è il problema?
Le guerre imperiali? E dov'è il problema?
La fame nel mondo? E dov'è il problema?
Sono tutte espressioni dei Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi. E dov'è il problema?
I Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi sono la cosa più comune della Storia dell'umanità, nulla di nuovo, ci sono sempre stati: gli imperi coloniali, la schiavitù, la barbarie, l'Inquisizione, le tirannie, lo sfruttamento delle masse, dei bambini, i fascismi, certi comunismi, tutti fenomeni confronto a cui Berlusconi e la Camorra sono minuzie. Vogliamo forse paragonare i Conquistadores spagnoli alla Lega? I Gulag alla Campania?
Ma i popoli si sono organizzati, e li hanno sempre uno a uno spazzati via. Lo hanno fatto quando non c'era la Tv, non c'era Internet, non c'erano le democrazie. Lo hanno fatto quando rischiavano la tortura, lo sterminio, la sparizione nelle fosse comuni, e quando non esisteva una giustizia di alcun tipo a tutelarli. Ma lo hanno sempre saputo fare.
Il dramma del nostro tempo è che non siamo più capaci di farlo. Tutto qui. Pensateci.
Il dramma non è l'esistenza di Berlusconi o di Putin, del Fondo Monetario o di Wall Street. Il dramma non è che ci manca l'informazione, non è infatti che non sappiamo quanto brutali, corrotti, avidi essi siano.
Il dramma è che non sappiamo più spazzarli via. E siamo i primi nella Storia a essere così pavidi.
Potreste pensionare ogni vostro 'paladino' dall'Antisistema per 200 anni, senza perderci assolutamente nulla. Perché il dramma siete voi, noi, tutti noi e la nostra pavidità.
Paolo Barnard"

mercoledì 14 maggio 2008

SOLITUDINE





LA SOLITIDINE

La solitudine, il silenzio, lo scavare in noi stessi è un modo per riempire la nostra solitudine,
riempirla con sensazioni, emozioni.
Coccolare la nostra solitudine è positivo se riusciamo ad entrare in sintonia con noi stessi.
Se noi guardiamo come è l’universo, il mondo, tutte ciò che esiste, ci rendiamo conto che tutto ha lo stesso principio: l’atomo, questo dimostra che in noi c’è l’universo.
Quindi dialogare con noi stessi, scavare in noi stessi: i ricordi: negativi e positivi devono servirci a farci riflettere e trarne insegnamenti che ci maturano.
Scrutare il nostro animo nel profondo, dialogare con noi stessi è un modo per avere compagnia.
D’entro di noi ci sono ferite che la nostra esistenza ci ha procurato che non sono rimarginabili ma pensarle e valutarle possono dare un senso alla nostra vita.
Le sofferenze vissute possono anche essere positive, perché hanno corazzato il nostro carattere: infatti noi vediamo che di fronte alle avversità della vita le persone più anziane sono quelle che le affrontano con più saggezza in quanto hanno vissuto momenti difficili: (penso alla guerra e il dopo guerra).
Molto spesso il nostro malessere lo attribuiamo a fattori esterni ma cosi non è.
La nostra mente è responsabile dei nostri malesseri e con la nostra mente che ci creiamo delle aspettative che poi non si verificano o se si verificano diventano banali, perché la nostra mente aveva idealizzato quelle aspettative.
Le nostre proiezioni mentali possono idealizzare delle cose materiali o anche della persone, ma quando quelle proiezioni si realizzano possiamo anche restarne delusi con conseguente malessere.
E necessario quindi scavare in noi stessi e dialogare con noi stessi per trovare non la felicità ma almeno una vita più serena e vivibile.
Salvo