
Arte come espressione dei conflitti interiori, non sempre si riesce ad esternare ciò che si ha dentro.
Rivelarsi l’anima e proiettare all’esterno i segnali delle nostre angosce.
Molto spesso quello che non riusciamo a dire con le parole, lo esterniamo nella pittura, nella poesia.
Le nostre proiezioni mentali sono come tentacoli che cercano di afferrare all’esterno ciò che può soddisfare i nostri bisogni.
Ma spesso restiamo delusi ed ecco quindi che le nostre sofferenze aumentano.
Allora è necessario cercare una connessione con noi stessi, dialogare con noi stessi e chiederci cosa vogliamo? Cosa cerchiamo? E altri interrogativi si pongono, e un continuo
Ricercare, senza fine.
Salvo